Brindare italiano con ricette futuriste

Vi volevo segnalare un libro che ho trovato molto interessante e che si sposa con l’attuale tendenza alla ricerca d’innovazione nella cucina, anche se allo stesso tempo, una certa corrente culinaria, sta rivalutando la cucina basata sui piatti tradizionali.

Il  libro: Ricette Futuriste, di Sara Monti, è  un  escursus storico- artistico di un movimento che coinvolge tutte le attività umane, dunque anche la cucina. Il futurismo elabora per la cucina un manifesto che diventa materia di studio. Per i futuristi il pasto non serve a riempire la pancia, ma è pura arte. Il cibo ha il potere di modificare i pensieri dell’individuo e mangiare diventa un atto intellettuale fucina di sensazioni molteplici. Attraverso stimolazioni indotte, che coinvolgono tutti i sensi, si permette  all’uomo di sviluppare l’immaginazione e l’intelletto. Marinetti  e i suoi, rifiutano la tradizione in nome dell’innovazione e dichiarano dunque guerra alla pastasciutta, che simboleggia uno stile di vita ormai vecchio e superato.

Il libro termina con riflessioni sull’influenza che la
 cucina futurista ha avuto su quella odierna: la nouvelle cuisine e la cucina molecolare.

Io sono sempre rimasta affascinata da questo movimento culturale, per la sua ricerca e genialità legata a tutte le forme d’arte, musica, stili di vita, consumi, sapori antichi ed esotici,…. e il cibo.

Che poi il cibo non debba sviluppare solo immaginazione ed intelletto ma abbia il dovere anche di saziare e sfamare, mi pare ovvio!

Particolarmente simpatica la descrizione del Pranzo di Capodanno che trovo adatta a questi giorni di preparativi:

per essere futurista bisogna in queste feste brindare con spumante rigorosamente  italiano: la parola d’ordine è uccidere l’abitudine passatista, gli invitati allo scoccare dalla mezzanotte vengono fatti sedere in fila indiana e non ad una tavola.  La prima vivanda è il tacchino, ma i commensali devono mantenere il silenzio e comprimere la voglia di festeggiamenti o di fare auguri. In sala arriva a portare scompiglio un tacchino vivo. Ristabilito l’ordine, qualcuno si azzarda a porgere gli auguri per l’anno nuovo e viene aggredito e schiaffeggiato. (tratto dal libro di Sara Monti)

Per brindare, dunque, vi consiglio uno spumante italianissimo: Soldati La Scolca, che ha vinto anche dei premi; personalmente adoro il millesimato D’Antan Rosè. La foto è stata scattata presso l’enoteca vinoeparole di Roma.

http://thefoodbooks.blogspot.com/ www.scolca.it/      http://www.vinoeparole.com/

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